IL CEMENTIFICIO PESENTI DI BERGAMO

Cementificio Pesenti Bergamo

Se doveste trovarvi a camminare all’ombra del grattacelo Pirelli a Milano, o se doveste trovarvi a percorrere in auto l’autostrada del Sole, magari mentre siete diretti verso la vostra località di mare preferita, o se per un qualunque motivo doveste trovarvi ad attraversare in nave il canale di Suez potrebbe valere la pena farsi una domanda solo all’apparenza banale: da dove arriva il cemento utilizzato per costruire queste tre opere d’ingegneria? Ecco, la risposta potrebbe sorprendervi, perché arriva da un posto che è uno dei luoghi più sorprendenti d’Italia e forse d’Europa. Un posto che era una fabbrica, ma che adesso sembra un castello uscito direttamente da un romanzo di Tolkien, magari proprio dal Signore degli Anelli e dalla Terra di Mezzo. Stiamo parlando dell’ex cementificio Pesenti di Alzano Lombardo, a pochi chilometri da Bergamo, e per capire come un semplice cementificio possa evocare tali immagini è sufficiente ricordare come gli abitanti della zona lo hanno ribattezzato: “Il Cementificio dei Giganti”.

Cementificio Pesenti Bergamo
Il cementificio Pesenti fu costruito da una delle più facoltose famiglie di industriali italiani e si trova vicino fiume Serio e a due passi dall’antica roggia Morleo.

Siamo nel cuore della Provincia di Bergamo, all’inizio della Val Seriana. Il cementificio Pesenti, costruito da una delle più facoltose famiglie di industriali italiani, si trova in via Acerbis, vicino alla ferrovia e al fiume Serio, ma soprattutto a due passi dall’antica roggia Morleo, indispensabile per l’approvvigionamento d’acqua necessaria alla varie di fasi di lavorazione. Non fu scelto a caso il luogo dove insediare questa vera e propria cattedrale dotata non di guglie, ma di alti camini che oramai fanno parte integrante dello skyline della valle. Non fu scelta a caso la località dove realizzare questo insediamento produttivo perché le montagne retrostanti sono fra le più ricche di banchi di calcare di tutta Italia. E il calcare, se di buona qualità così come lo era quello di Alzano, è indispensabile per la produzione di cemento. L’utilizzo di un legante per tenere insieme le varie parti di una costruzione risale all’antico Egitto. Tuttavia, la scoperta del cemento moderno così come lo intendiamo noi è relativamente recente. Il merito fu in ecclesiastico inglese, tale James Parker, che nel 1796 cuocendo nei suoi forni pezzi di argilla recuperati dalle rive del Tamigi, produsse per la prima volta il cemento a presa rapida, noto oggi nel mondo come cemento Portland.

Cementificio Bergamo
Il calcare di buona qualità è indispensabile per la produzione di cemento.

I lavori di realizzazione del cementificio Pesenti iniziarono più o meno un secolo dopo questa scoperta, nel 1883, e grazie all’alta qualità dei giacimenti presenti in zona, nel volgere di pochi anni, quell’impianto piazzato nel cuore delle valli bergamasche divenne uno dei maggiori produttori di cemento Portland al mondo, usato anche per realizzare il ponte sull’Adda a Rivolta e per la stazione di Santa Lucia a Venezia, dove è stata decisiva l’efficacia del legante per tenere in piedi un edificio che affonda le sue fondamenta nell’acqua. Il cementificio è diviso in due per un totale di oltre 25 mila metri quadrati: un blocco orientale dedicato alla produzione, uno occidentale oggi trasformato in un museo e spazio espositivo che ospitava invece gli uffici amministrativi. Quando ci si trova al suo cospetto non si ha la sensazione di essere di fronte a una fabbrica, ma a un “monumento al cemento” e, al tempo stesso, a un “monumento di cemento” perché i sei camini che sormontano la facciata centrale, le volte dell’ultimo piano sostenute da colonnati dorici e i camminamenti sopraelevati retti da ampie arcate in stile moresco sono tutti fatti di quel materiale.

Cementificio Alzano Bergamo
Quando ci si trova al cospetto del cementificio Pesenti non si ha la sensazione di essere di fronte a una fabbrica, ma a un “monumento al cemento” e, al tempo stesso, a un “monumento di cemento”.

Il cementificio iniziò la progressiva chiusura negli anni Sessanta. Oggi, come dicevamo, la parte occidentale è stata recuperata e trasformata in uno spazio espositivo, l’altro blocco, a parte qualche sporadica visita guidata sta cadendo in un progressivo abbandono. In Italia, ma forse anche in Europa, non ci sono strutture così, arrivate ai giorni nostri pressoché intatte e senza modifiche. Nel 1980 venne sottoposto a vincolo come uno degli elementi di archeologia industriale di maggior pregio di tutto il territorio nazionale. E proprio grazie alle suggestioni che è in grado di regalare, è una delle mete preferiti dagli appassionati di esplorazioni urbane. Oltre che oggetto di studio di innumerevoli testi d’architettura e piano di recupero. Di quando in quando, in occasione di ricorrenze o manifestazioni particolari come le Giornate Fai, si accendono i riflettori. Per qualche giorno il Cementificio Pesenti torna alla ribalta della cronaca, viene presentato qualche libro, ma poi scivola nuovamente nell’oblio schiacciato da una domanda troppo pesante anche per un gigante come lui: che cosa ne facciamo?

Cementificio Pesenti

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2 Comments

  • Bellissimo post. Ne ho scritto anche io, recentemente. Questo sito meriterebbe una visita. Purtroppo non è più possibile perché non garantisce la sicurezza dei visitatori. Ma in rete si trovano molti video fatti coi droni.

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