LA CITTÀ SATELLITE DI LIMBIATE

Greenland Limbiate

Se Consonno è stata la Las Vegas della Brianza, Città SatelliteGreenland di Limbiate ne è stata sicuramente la Disney World. Non credo esista altro modo per definire quel grande parco di divertimenti nato alla metà egli anni Sessanta all’interno del Parco delle Groane: oltre 400 mila metri quadrati di giostre, autoscontri e montagne russe che per circa 30 anni hanno allietato i fine settimana di grandi e piccini di tutta la Lombardia, ma che con l’avvento del nuovo millennio caddero irrimediabilmente in disgrazia, diventando uno dei luoghi abbandonati più insoliti del territorio.

Un posto di forti contrasti e suggestioni, dove degrado e decadenza si mischiano con giganteschi pupazzi, antichi vascelli pirata e vecchie insegne dai colori oramai scrostati: passeggiando lungo i viali invasi dalla vegetazione, si ha la sensazione che da un momento all’altro possa spuntare da dietro una giostra l’inquietante maschera di Pennywise, il pagliaccio assassino partorito dalla fantasia di Steven King.

Città Satellite Greenland Limbiate
La sensazione che la Città Satellite di Limbiate trasmette è quella dello stabilimento balneare d’inverno.

L’idea di creare un grande parco dei divertimenti alle porte di Milano fu del commendatore Giuseppe Brollo, imprenditore originario di Treviso, arrivato a Milano nel 1939. Dopo la guerra acquistò dai conti Borromeo (stanchi della scarsa produttività agricola della zona) 50 ettari di terreno incolto e argilloso fra Limbiate, Solaro e Cesate. Prezzo pagato: 45 mila lire. Quei terreni gli rammentavano la terra natia e il suo proposito era di costruirci una grande fattoria moderna.

Città Satellite Limbiate
L’idea di creare un grande parco dei divertimenti alle porte di Milano fu del commendatore Giuseppe Brollo, imprenditore originario di Treviso, arrivato a Milano nel 1939.

Tuttavia, il progetto prese una piega imprevista. La fattoria divenne una piccola città ribattezzata poi Villaggio Brollo e lì accanto, fra il 1964 e il 1965, con l’aiuto del fattore Simeone Sardena, diede vita alla “Città satellite”, il primo parco giochi stabile d’Italia. Un centinaio di chilometri più a Est stava prendendo vita anche Gardaland ed entrambi, per quell’epoca, rappresentavano progetti decisamente pionieristici. Gli inizi furono difficili, ma negli anni Ottanta l’idea decollò e rimase in volo fino alla fine del secolo, quando iniziò la parabola discendente: clienti in calo, problemi finanziari, un contenzioso fra vecchi e nuovi proprietari, ma anche guai giudiziari veri e propri come un sequestro nel 2002 per problemi igienici e di sicurezza e una successiva vendita all’asta.

Città Satellite Abbandonata

Adesso, dopo anni di abbandono e oblio, la sensazione che la Disney della Lombardia trasmette è quella dello stabilimento balneare d’inverno. Da tempo si parla di progetti di riqualificazione, ma regolarmente sopravvengono problemi burocratici ed economici che li soffocano sul nascere. Uno degli ultimi prevedeva un suo ritorno al passato. Ovvero: la trasformazione del vecchio parco in uno nuovo e moderno. Ma fra il dire e il fare ci sono di mezzo una mezza dozzina di famiglie, eredi dei giostrai, che per anni hanno gestito il parco e che su quell’appezzamento di terreno ci abitano. Non solo, pagano i servizi comunali e sono cittadini limbiatesi a tutti gli effetti. Difficile far partire un piano di recupero senza il loro assenso, ma in Comune confidano che prima poi una soluzione sarà trovata: d’altro canto a cose serve Disneyland se non ad avverare qualche sogno?

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