LA LAS VEGAS DI CONSONNO

Consonno

Trasformò un borgo di contadini, Consonno, frazione di Olginate, nella Las Vegas della Brianza. Il Bugsy Sigel italiano si chiamava Mario Bagno ed era un eccentrico conte nato a Vercelli nel 1901. Il conte Bagno non aveva certo la fedina penale del famoso malavitoso che creò in mezzo al deserto del Nevada la capitale del gioco d’azzardo, ma al suo pari aveva avuto una visione: costruire una città del divertimento.

Tutto cominciò alla fine degli anni Cinquanta, quando il boom economico faceva apparire possibile anche la più spericolata delle imprese. Perché tale fu il progetto del conte Bagno: un impresa spericolata, al di fuori di ogni schema, che richiamò l’attenzione di tutti i media nazionali e non. In sintesi, il suo progetto era suddiviso in due fasi. La prima: requisizione e demolizione delle abitazioni e delle stalle dei contadini. La seconda: costruzione di una città così sfarzosa da annoverare negozi in stile arabeggiante, un minareto alto 30 metri e una sala da ballo all’aperto. Per migliorare il panorama della zona, il conte non esitò nemmeno a dare ordine di “limare” con la dinamite una collina che aveva la sola colpa di essere un po’ troppo alta.

Il progetto del conte Bagno, che di mestiere costruiva di strade e autostrade, iniziò a prendere forma nel 1962, quando perfezionò l’acquisto da un’immobiliare dell’intera proprietà di Consonno, frazione di Olginate in Provincia di Lecco. Costo dell’operazione: 22 milioni di lire. A quel tempo, il paesino contava 200 abitanti, tutti contadini e nessuno proprietario della casa in cui viveva. L’unica strada che collegava il paese al mondo era una mulattiera. Le ruspe entrarono in azione subito e molte abitazioni furono demolite mentre la gente era ancora sull’uscio. Il conte Bagno, divenne così il conte Amen.

Consonno rave
Il progetto del conte Bagno, che di mestiere costruiva di strade e autostrade, iniziò a prendere forma nel 1962, quando perfezionò l’acquisto da un’immobiliare dell’intera proprietà di Consonno, frazione di Olginate in Provincia di Lecco.

La scelta cadde su Consonno non a caso. Il paese si trova in una posizione favorevole, a 600 metri d’altezza, adagiato in una conca verde e con un affaccio naturale sul Resegone. Tuttavia, dopo cinque anni di lavori, di quell’atmosfera bucolica, rimase poco o nulla. La nuova Consonno voluta dal conte Bagno era un vero e proprio inno al kitsch: Oltre al minareto e ai negozi arabeggianti, c’erano colonne in stile medioevale all’ingresso, un finto cannone fatto arrivare da Cinecittà, sfingi egiziane, pagode cinesi, un Grand Hotel Plaza e sale da gioco. Poi, ogni sera un ospite diverso, sempre di grido, dai Dik Dik a Pippo Baudo. In breve, Consonno divenne la Las Vegas della Brianza, ma altrettanto velocemente si trasformò una città fantasma. Esaurita la novità, i visitatori cominciarono a scarseggiare. Poi, nel 1976, una frana travolse l’unica strada di collegamento e siccome il conte con la sua irruenza si era fatto qualche nemico in Comune, la strada non venne più ricostruita fino al 2007.

Consonno
Consonno si trova in una posizione favorevole, a 600 metri d’altezza, adagiato in una conca verde e con un affaccio naturale sul Resegone.

Trent’anni e passa di oblio che a Consonno hanno lasciato solo il nome e i ruderi. Nel tempo è diventata meta di curiosi, vandali e rave party: Consonno la città fantasma, Consonno meta di gite domenicali insolite, Consonno quel posto strano un po’ inquietante. Volente o nolente, Consonno è entrate a far parte della storia della Brianza. Oggi, grazie all’associazione Amici di Consonno, composta da ex abitanti o dai loro figli, la cittadina sta tornando a vivere una vita normale. Basta spettri e rave party. Largo a eventi e iniziative come il campionato mondiale di nascondino o manifestazione come “Zombie in Consonno”.

Amici di Consonno
Oggi, grazie all’associazione Amici di Consonno, composta da ex abitanti o dai loro figli, la cittadina sta tornando a vivere una vita normale.

Il Piano di governo del Comune di Olginate ne prevede la totale demolizione del borgo e la sua ricostruzione sotto forma di fattoria didattica o azienda agricola. Per il momento, di certo c’è che come ogni anni da un paio d’anni a questa parte ha riaperto i battenti il bar “La Spinada”, sorto là dove un tempo sorgeva la tavola calda detta “Il Ristorantino”, un punto di ritrovo che funge anche da ufficio informazioni dove conoscere gli eventi a calendario.

CONSONNO COME ERA NEGLI ANNI 60

Consonno anni 60
Una foto della Consonno degli anni ’60.

MAPPA DI CONSONNO

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