L’EX SNIA DI VAREDO

Ex Snia Varedo

Il termine autarchia può essere considerato come sinonimo di autosufficienza. La parola ha numerose declinazioni e ambiti di applicazione, da quello filosofico e quello giuridico. Ma a noi, per raccontare la storia dell’ex Snia di Varedo, una delle industrie abbandonate più grandi della Lombardia, interessa in particolare l’ambito storico ed economico. Fu proprio qua, infatti, all’interno di questa vera e propria azienda fantasma con un superficie di 500 mila metri quadrati, che in pieno Ventennio fascista la politica autarchica voluta da Mussolini ebbe una delle applicazioni più efficaci. Facciamo un passo indietro. Dopo l’invasione dell’Etiopia, l’Italia fu sottoposta a una serie di sanzioni economiche da parte della Società delle Nazioni (la mamma dell’Onu) che costrinsero il governo fascista ad avviare una strategia politica tutta improntata sull’economia.

Venne così promosso, come si diceva all’epoca, uno stile di vita “sobrio e guerriero”. Da vero fascista, insomma. La carne venne sostituta dal pesce, la pasta dal riso e il caffè dall’orzo se non addirittura dalla cicoria. Fu in questo periodo che venne introdotta l’orbace, tipica lana sarda, con la quale venivano fatte le divise della milizia. Ma senza dubbio uno dei settori dove l’autarchia mussoliniana trovò le forme di applicazione più spinte fu quello della chimica e la Snia di Varedo recitò un ruolo di primo piano, tanto che nel volgere di pochi anni divenne uno dei maggiori centri italiani di produzione del famoso “Sniafiocco”, vale a dire il cotone nazionale sintetico, e del Lanital, fibra tratta da una proteina del latte che ovvero oggi chiamiamo comunemente pyle.

Ex Snia
L’ex Snia di Varedo divenne uno dei maggiori centri italiani di produzione del famoso “Sniafiocco”, vale a dire il cotone nazionale sintetico.

Finta la guerra, la produzione continuò e negli anni Sessanta-Settanta era proprio lì che veniva prodotto il miglior nylon d’Europa. Oggi, tuttavia, a 30 anni dalla chiusura dell’azienda, non resta nulla di queste memorie. Esattamente come è accaduto per molte altre realtà produttive dimenticate, la storia della Snia Varedo è lentamente scivolata nell’oblio. Sono pochi però i posti in grado di regalare suggestioni così forti. Quei 500 mila metri quadrati fatti di degrado e abbandono, dove una volta lavoravano fino a 6 mila addetti, hanno segnato l’economia italiana in modo indelebile.

Snia Varedo
Esattamente come è accaduto per molte altre realtà produttive dimenticate, la storia della Snia Varedo è lentamente scivolata nell’oblio.

L’ex Snia di Varedo è oramai una vera e propria cittadella fantasma. Grande. Anzi, immensa. Si fa fatica a immaginare la sua reale estensione. Gli urbanisti, per rendere l’idea, sottolineano che rappresenta il 10% dell’intero territorio comunale. D’altro canto, ai tempi doro, vale a dire a metà anni Sessanta, a poche centinaia di metri di distanza, venne anche realizzato il Villaggio Snia per dare una casa a tutti gli operai che ci lavoravano e che oggi è diventato addirittura un quartiere di Cesano Maderno. Attenzione però, l’ex Snia può essere tanto suggestiva quanto inquietante. Fino a qualche anno fa si mormorava di un suo possibile coinvolgimento nei piani di recupero legati a Expo 2015. Sarebbe dovuta diventare il giardino dell’Esposizione Universale, ma per ora è solo uno degli approdi preferiti degli appassionati di esplorazioni urbane. Oltre che di fotografi in cerca di set fuori dal normale. Nei viali esterni ai muri perimetrali non c’è più il via vai di operai con indosso il “toni”, ma solo di curiosi, sbandati e tossici. E da qualche anno questa parte, sono comparsi anche i climber urbani, ragazzi disposti a scalare le malferme ciminiere che svettano in mezzo all’area pur di scattarsi un selfie mozzafiato. A me, in particolare, i viali che si srotolano tetri e cupi fra capannoni diroccati e reparti produttivi desolati ricordano un film: “1997 Fuga da New York” dove in una Manhattan trasformata in carcere di massima sicurezza Jena Plinsky entra in azione per salvare il presidente degli Stati Uniti dalle grinfie di una banda di pericolosi criminali.

Snia di Varedo

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2 Comments

  • Io ho iniziato a lavorare come ingegnere chimico un bel pò di anni fa. Il mio libro di fisica usato al 3 anno di liceo aveva la foto aerea dello stabilimento. Qualcuno dovrebbe essere messo alla sbarra per genocidio industriale. Questo e nient’altro è successo in Italia negli ultimi 30 anni.

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