IL LIDO DI MILANO

Lido di Milano
MILANO SETTEMBRE 2023 LO STATO ATTUALE AD OGGI OTTOBRE 2023 DELL AREA DEL LIDO DI MILANO INAUGURATO NEGLI ANNI 30 DEL 900 LA VASCA DELLA PISCINA LA PALAZZINA CHIAMATA LA ROTONDA SPOGLIATOI E CAMPI DI BASKET TRA ERBACCE E POLVERE IN UNO DEI LUOGHI PIU FREQUENTATI DAI MILANESI NELLE ESTATI AFOSE FOTO ROBY BETTOLINI

Quando dopo la Grande Guerra fu inaugurato doveva far concorrenza alle località balneari. Doveva essere un’alternativa per chi trascorreva i mesi più caldi in città e doveva creare un’illusione, l’illusione di essere su una spiaggia al tramonto quando invece al di là dell’ingresso c’era il solito traffico cittadino.

Stiamo parlando del Lido di Milano in piazzale Lotto. Una struttura sportiva con tanto di piscina che è diventata un simbolo, uno dei tanti che hanno contribuito a fare di Milano ciò che è oggi. E non esageriamo dicendo che ha scritto anche un pezzo di storia di questo paese. Da qualche anno però il Lido è caduto in disuso. E’ chiuso. La ruvida ala del Tempo si sta facendo sentire anche da queste parti. L’amministrazione comunale guidata da Beppe Sala ha concluso un accordo per riqualificarlo. I lavori dovrebbero essere conclusi nel 2025. Tuttavia, il condizionale è d’obbligo.  Per il momento ciò che è certo è che il Lido di Milano, dove per la prima volta uomini e donne poterono nuotare insieme, è abbandonato.

Lido di Milano
MILANO SETTEMBRE 2023 LO STATO ATTUALE AD OGGI OTTOBRE 2023 DELL AREA DEL LIDO DI MILANO INAUGURATO NEGLI ANNI 30 DEL 900 LA VASCA DELLA PISCINA LA PALAZZINA CHIAMATA LA ROTONDA SPOGLIATOI E CAMPI DI BASKET TRA ERBACCE E POLVERE IN UNO DEI LUOGHI PIU FREQUENTATI DAI MILANESI NELLE ESTATI AFOSE FOTO ROBY BETTOLINI

Auto, moto e camion sfrecciano davanti all’ingresso a tutte le ore del giorno e della notte. La gente passa e va. Di fretta. Senza chiedersi cos’è stato il Lido per Milano, che non nacque come semplice piscina, ambiva a essere qualcosa di più. Qualcosa che nessuno aveva mai visto prima. Fu inaugurato la sera del 5 luglio del 1930 e, come il giorno successivo scrisse il Corriere,  fu “la più completa adunazione di divertimenti per tutti i gusti”. Contava 60 mila metri quadrati.  L’ingegnere che lo progettò era Cesare Marescotti, che si ispirò niente meno che ai parchi di divertimento di Coney Island. Il Lido poteva contare su di un molo, su di un faro, su onde artificiali generate da uno speciale macchinario, su di un’isola girevole e su vera sabbia trasportata dalle spiagge delle località più rinomate. Nelle due grandi piscine galleggiavano diverse imbarcazioni, era stato allestito uno spazio per spettacoli notturni, era presente una giostra, accompagnata da montagne russe e una ruota panoramica, più o meno come quella che si trova a Vienna, e presto sarebbero stati realizzati anche campi da tennis, da maneggio e da bocce. L’illusione, come dicevamo, era di essere in vacanza al mare. Mancavano solo granchi e arselle. La società incaricata di gestire tutto questo ben di dio si chiamava “Società Anonima del Luna Park Lido di Milano”. Una città in procinto di diventare tentacolare, che al tempo contava quasi un milione di abitanti e solo tre piscine. C’era bisogno di qualcosa che coniugasse la crescente domanda di tuffi e di “arrostimenti” al sole (così in quegli anni veniva definita l’abbronzatura) con la scarsa disponibilità economica. E’ vero c’era il Lambro, l’Adda, il canale Villoresi e per i più coraggiosi anche i Navigli, ma serviva un impianto che regalasse appunto quell’illusione.

L’anno prima era stata inaugurata una nuova aviolinea balneare da Milano a Rimini, dall’aeroporto di Taliedo, di cui parliamo in un’altra puntata di Storie Dimenticate, al campo volo di Miramare, fra Rimini e Riccione, subito ribattezzato “l’aereo dei mariti”. Poco prima della Grande Guerra aveva cominciato a svilupparsi anche Milano Marittima, che si chiama così proprio perché era il nome della società che ne sancì l’evoluzione. Insomma, negli Trenta, il turismo stava veramente diventando di massa e il Lido di piazzale Lotto avrebbe dovuto andare incontro a questa necessità. Tuttavia, le cose non andarono bene e nel 1936, per fare fronte al fallimento della società, la proprietà passò al Comune, che impresse una svolta sportiva: d’altro canto il fascismo mal tollerava una concezione di vita così gaudente, più vicina semmai alle mollezze borghesi e, forse, nemmeno tollerava molto bene la promiscuità fra uomini e donne. Adesso, però, dopo decenni di successo, da qualche tempo a questa parte trasandatezza e sciatteria la fanno da padrone. Non sono ancora arrivati i vandali a distruggere tutto, anche se in più punti sono comparsi graffiti e affini, ma come testimoniano le foto scattate da Roberto Bettolini, siamo sulla strada buona. L’ingresso è inconfondibile. Quegli archi e quelle colonne si riconoscono a un miglio di distanza. In cima si poteva leggere anche la famosa frase di Lorenzo De Medici  “Chi vuol esser lieto, sia. Del doman non c’è certezza” che tuttavia è stata rimossa. Superate le biglietterie, ci si ritrova di fronte a una grande fontana, adesso spenta e abbandonata.

Lido di Milano
MILANO SETTEMBRE 2023 LO STATO ATTUALE AD OGGI OTTOBRE 2023 DELL AREA DEL LIDO DI MILANO INAUGURATO NEGLI ANNI 30 DEL 900 LA VASCA DELLA PISCINA LA PALAZZINA CHIAMATA LA ROTONDA SPOGLIATOI E CAMPI DI BASKET TRA ERBACCE E POLVERE IN UNO DEI LUOGHI PIU FREQUENTATI DAI MILANESI NELLE ESTATI AFOSE FOTO ROBY BETTOLINI

Fino a  pochi anni fa la struttura, dove erano stati realizzati anche campi da calcetto, da tennis e da minigolf, era usata. Si popolava di gente e amanti dello sport. La rotonda, giusto per fare un esempio, era stata trasformata in una palestra per gli appassionati della forma fisica. Ma adesso tutto è sospeso. Le antiche cabine usate come spogliatoi, la rotonda, la sala da ballo, le piscine collegate fra loro, i soffitti arabescati, tutto è fermo, immobile, in attesa di qualcuno che faccia ripartire il tempo.

 

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