LA VERA STORIA DI MARINELLA

La vera storia di Marinella

Oramai lo sanno tutti: “La Canzone di Marinella” è una storia vera. Soprattutto dopo lo sceneggiato messo in onda dalla Rai pochi giorni fa, anche il grande pubblico ha appreso che il bellissimo brano scritto da Fabrizio De André e cantato anche da Mina non è frutto della fantasia, ma prende spunto da un fatto di cronaca nera realmente accaduto. D’altro canto, lo stesso cantautore, in una delle sue ultime interviste, aveva raccontato di essere stato ispirato dall’omicidio di una ragazzina di 16 anni, un’adolescente costretta a fare la prostituta ritrovata morta nel Tanaro o nella Bormida.

Ma se la storia di Marinella dopo il successo della mini serie tv oramai la conoscono tutti, la storia di Maria Boccuzzi, in arte Mary Pirimpo, forse no. Eppure secondo la tesi sostenuta da uno psicologo di Asti, autore del libro “Storia di Marinella… quella vera”, sarebbe proprio lei la vera Marinella, trovata morta ammazzata non nella Bormida, ma nell’Olona, a Milano, la mattina del 28 gennaio 1953. Il suo cadavere ritrovato sotto un ponticello in via Serra, più meno all’altezza di piazza Stuparich. De André, secondo la versione dello psicologo, avrebbe sovrapposto e poi rielaborato in versi alcune notizie lette sui giornali da giovane. E in effetti il caso di Maria Boccuzzi, tutt’ora irrisolto, tenne banco sui quotidiani per anni. La sua storia, che ha come sfondo la Milano in bianco e nero del boom economico, è la storia di un sogno spezzato. L’inizio degli anni Cinquanta fu un periodo molto particolare. Carico di tensione. In Corea si combatteva nella giungla, la Guerra Fredda attraversava una delle sue fasi più critiche, l’Italia, come buona parte del resto d’Europa, stava riemergendo faticosamente dalle macerie della guerra, la crisi di Trieste era al suo apice e lungo il confine si ammassavano truppe italiane e jugoslave col colpo in canna. Ma fu anche un periodo di grandi cambiamenti. Gli aiuti economici del piano Marshall cominciavano a produrre effetti dando così il via al Miracolo economico italiano, la televisione faceva il suo ingresso nelle case degli italiani, Fausto Coppi e la Dama Bianca davano scandalo, nelle sale cinematografiche usciva “Fronte del Porto” ed esplodeva il mito di Marlon Brando.

Storia di Marinella
Maria Boccuzzi, in arte Mary Pirimpo. La sua storia è la storia di Marinella.

Maria Boccuzzi, nata in Calabria nel 1920, arrivò a Milano quando aveva solo nove anni e dopo essere diventata una bella ragazza, così come erano belle le ragazze in quegli anni, aveva creduto che in quella città che correva verso il futuro ci fosse spazio anche per i suoi sogni. Ma a Milano non c’è stato nessun miracolo per Maria Boccuzzi. Dopo che fu trovata morta da un operaio che stava andando a lavorare, nelle redazioni dei giornali non ci impiegarono molto a capire che la sua storia sarebbe arrivata diritta al cuore della città. Il suo omicidio tenne banco su tutti i giornali per mesi, anni, e per risolverlo la Questura di Milano impiegò i suoi uomini migliori, compreso il super commissario Mario Nardone, il poliziotto che pochi anni prima aveva creato dal niente la Squadra Mobile e che aveva risolto il massacro di via San Gregorio col più classico dei saltafossi ai danni di Rina Fort. Furono mobilitate le Questure di mezzo Nord Italia, compreso quella di Genova, intervenne anche l’Interpool e furono interrogate più di 2000 persone. Un record per quei tempi. In un certo modo il caso di Maria Boccuzzi ricorda quello della Dalia Nera, al secolo Elizabeth Short, trovata morta a Los Angeles nel 1949, uno dei casi di nera più famosi al mondo e raccontato da James Ellroy nell’omonimo romanzo. Anche quello di Elizabeth Short era un sogno spezzato e anche la sua storia era arrivata diritta al cuore della città.

I guai per Maria Boccuzzi iniziarono a 15 anni quando trovò un lavoro alla Regia manifattura tabacchi di via Moscova. Lì conobbe uno studente spiantato del quale s’innamorò e col quale scappò di casa. Nel giro di un anno però l’amore era già finito. Lo studente spiantato la mollò su due piedi e a lei, che aveva rotto i ponti con la famiglia, rimase solo il disonore. E fu a questo punto della storia, che con lo strano nome d’arte di Mary Pirimpo, tentò di realizzare il suo sogno di diventare ballerina. Frequentando i locali di Milano conobbe un tale Jimmy, ex ballerino di fila di Wanda Osiris. Jimmy faceva un doppio lavoro: di giorno vendeva assicurazioni, di notte faceva l’animatore nel night club Arethusa, uno dei più rinomati di Milano assieme al Santa Tecla. Ma Jimmy non aiutò Mary a entrare nel mondo della spettacolo. Proprio per niente. Dopo averle insegnato a essere gentile coi clienti, la cedette a un amico, tale “Carlone”, che di lavoro invece ne faceva solo uno: il protettore. Entrambi, dopo che Mary venne trovata morta crivellata con sei colpi di calibro 6.35, finirono sull’elenco dei sospettati della polizia. Furono messi sotto torchio più volte, ma a parte che erano due papponi, non venne fuori altro sul loro conto. Niente che potesse collegarli all’omicidio di Mary. Uccisa forse per un regolamento di conti, forse per questioni di droga o forse perché finita nella tratta delle bianche. Non fu trascurata alcuna ipotesi in via Fatebenefratelli, nemmeno una che portava diritto in Sud Africa, ma il suo assassino non fu mai trovato. Per la polizia il suo caso era diventato una vera e propria ossessione, proprio come la Dalia Nera per il dipartimento di polizia di Los Angeles.

La vera storia di Marinella di De Andrè
Maria Boccuzzi era nata in Calabria nel 1920.

Ce ne furono molte altre di ragazze di vita trovate morte dopo di lei. Ma Maria Boccuzzi fu la prima. Il suo caso fu quello che suscitò clamore. Ancora negli anni Ottanta veniva ricordato dai giornali come uno dei cold case più dolorosi della storia criminale di Milano, senza sapere che era lei la vera Marinella della canzone di André. Le sue ultime ore di vita Mary le trascorse con Jimmy e Wanduccia, una sua amica anche lei ragazza di vita. La notte del 27 gennaio, quella prima di morire, Mary aveva aspettato che Jimmy uscisse dall’Arethusa. Fecero due passi, ma poi lui andò dormire, mentre Mary continuò la sua passeggiata verso porta Venezia in cerca di clienti accompagnata da Wanduccia. Pare che le due ragazze incontrarono una coppia di stranieri, senza però concludere nulla e alle due si salutarono. Dopo di che, Mary sparì nella notte per ricomparire cadavere la mattina successiva sul greto dell’Olona. Morta. O forse no. Forse Mary in fin dei conti non è morta se i versi di De André hanno fatto sopravvivere la sua storia fino ai giorni nostri. Perché in fin dei conti Mary non era una prostituita, ma una Musa, alla faccia di tutti i Jimmy e i Carloni di questa terra.

La vera storia di Marinella
La storia di Marinella sui giornali d’epoca.
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