LA LOURDES DELLE PREALPI

Lourdes delle Prealpi

Servirebbe un miracolo per rimettere a nuovo quella che avrebbe dovuto essere la piccola Lourdes delle Prealpi lombarde. A Merate la chiamano ex oratorio San Luigi, perché prima di diventare un sagoma scura diroccata e mezza ricoperta da rampicanti verdi è stata per 30 anni il ritrovo parrocchiale del paese.

In realtà, si tratta della basilica della Santissima Immacolata, progettata nel 1906 da Spirito Monsignor Chiappetta, ingegnere e architetto di fiducia di Papa Pio XI su di un’area di 4 mila metri quadrati a pochi passi dal cimitero cittadino. La piccola Lourdes delle Prealpi, prima di arrivare mezza distrutta e abbandonata ai giorni nostri, è stata anche molte altre cose. Fra i meratesi c’è chi la ricorda come canile e chi come deposito municipale dove venivano stoccati i sacchi di sale da usare in caso di gelate e i cartelli stradali. Altri, invece, evocano un’antica leggenda secondo la quale l’inizio della sua parabola discendente iniziò quando un uomo entrò all’interno in groppa a un grosso cavallo, gesto che valse alla basilica la sconsacrazione e, di conseguenza, il totale abbandono. Ma, appunto, si tratta di leggende.

La Lourdes delle Prealpi a Merate
La basilica della Santissima Immacolata è stata progettata nel 1906 da Spirito Monsignor Chiappetta, ingegnere e architetto di fiducia di Papa Pio XI.

Di vero c’è che Monsignor Chiappetta, il suo progettista, fu uno degli esperti più apprezzati durante il Ventennio fascista. Spirito Maria Chiappetta, laureato all’università di Padova nel 1894, venne ordinato sacerdote in età avanzata, quando ormai aveva quasi 60 anni, e fu ordinato sacerdote grazie all’amicizia che lo legava a papa Pio XI, il quale pur di superare gli ostacoli burocratici e le perplessità degli alti prelati, adottò un permesso speciale proprio per il suo amico.

Chiappetta non fece in tempo a indossare la veste che già era stato nominato presidente della Pontificia commissione centrale per l’arte sacra in Italia (dal 1929 al 1943), carica che prima di lui era stata occupata niente meno che dal cardinale Schuster. Attenzione, però, perché Chiappetta era sicuramente un raccomandato, ma comunque un valido architetto. Nella sua carriera, ha realizzato e restaurato molti edifici sacri, principalmente chiese, campanili, altari, monumenti funebri e cappelle. E quando nel 1906 passò da Merate pensò che potesse essere il posto giusto per dare vita a una basilica in grado di richiamare fedeli da tutta la Lombardia.

Basilica della Santissima Immacolata Merate
L’idea era costruire una Lourdes ai piedi delle Alpi, anziché dei Pirenei.

Insomma, l’idea era costruire una Lourdes ai piedi delle Alpi, anziché dei Pirenei. Tuttavia, i soldi finirono prima della conclusione del cantiere e l’opera, rimasta sospesa a metà, venne convertita in parte in un oratorio con aule, teatro e abitazioni. Nel 1965, però, anche questa destinazione venne abbandonata e cinque anni dopo la curia decise di cedere tutto al Comune. Oggi, la piccola Lourdes lombarda, col suo fascino un po’ sinistro, spunta da dietro un muro di cinta alto un paio di metri. Trasmette una sensazione di solidità, anche se il tetto oramai sta cedendo sotto il peso degli anni e della mancanza di manutenzione. Il prato circostante è a tratti spelacchiato o ricoperto di sterpaglie. L’interno, distrutto e saccheggiato. Durante una delle tante incursioni di vandali è stata persino rubata una grande scala di marmo pregiato. Qua e là graffiti, niente di satanico però. Nessuna maledizione aleggia sopra l’edificio. Anzi no, una c’è, ma l’unico inferno con cui ha a che fare è quello delle leggi italiane. Nonostante l’amministrazione comunale abbia i soldi per avviare un piano di riqualificazione, ogni intervento è rimasto sospeso a mezz’aria a causa dei vincoli imposti dal Patto di Stabilità, lui sì una vera e propria maledizione per molte amministrazioni comunali.

Oratorio Merate basilica abbandonata
Oggi, la piccola Lourdes lombarda, col suo fascino un po’ sinistro, spunta da dietro un muro di cinta alto un paio di metri.

Negli anni si è parlato di un forno crematorio, di una sala del commiato, di un museo. L’ultima soluzione presa in considerazione è di trasformarla in un centro espositivo-culturale, collegato con la sede locale dell’osservatorio astronomico di Brera. Prima, però, bisogna sconfiggere la maledizione del Patto di Stabilità.

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