LA MORTE DI RE CECCONI

Morte Re Cecconi

Hanno ucciso il Re, hanno ucciso Re Cecconi. Il 18 gennaio 1977 è stato ammazzato Luciano Re Cecconi, 29 anni, originario di Nerviano, in provincia di Milano. Re Cecconi, mediano della Lazio campione d’Italia di metà anni Settanta, ha finito i suoi giorni per un tragico scherzo del destino. Un gioco finito male. Sono stati scritti diversi libri che gettano sulla vicenda una luce enigmatica. Tuttavia, non è questo il mistero che vogliamo risolvere. Noi di Storie Dimenticate vogliamo far luce sull’origine del cognome di Luciano. Quel Re Cecconi che sembra avere un ornamento in più, un ricamo, uno svolazzo che gli altri non hanno. Qualcosa di regale che gli altri cognomi non posseggono. Prima però di passare all’argomento clou della nostra vicenda, iniziamo con un po’ di cronaca nera.

Il fatto di per sé è abbastanza semplice: Luciano, accompagnato da due amici, entra in una gioielleria e pronuncia la fatidica frase “Su le mani, questa è una rapina!“. Lui voleva solamente giocare ma il titolare del negozio no. Impugnò una pistola che teneva riposta sotto il bancone principale e fece fuoco. Luciano fu colpito in pieno petto. Morì pochi minuti dopo all’ospedale San Giacomo di Roma. Re Cecconi, nato e cresciuto a Nerviano, in provincia di Milano, aveva una moglie più giovane di cinque anni e due figli piccoli. Aveva mosso i primi passi da calciatore nell’oratorio di Sant’Ilario Milanese, frazione di Nerviano. Poi era passato alla Nuova Cantalupo e infine alla Pro Patria, dove aveva dato i primi calci da professionista. Era la metà degli anni Sessanta. La maggior parte dei giovani pensavano a fare la rivoluzione. Lui no.

Omicidio Re Cecconi
. Re Cecconi, mediano della Lazio campione d’Italia di metà anni Settanta, ha finito i suoi giorni per un tragico scherzo del destino.

Lui invece si meritava il soprannome di “Cecconetzer”, che si rifà al nome del calciatore tedesco Guenther Netzer, giocatore del Borussia e del Real Madrid, oltre che della Nazionale, col quale vanta una notevole somiglianza fisica. Dalla Pro Patria era passato poi al Foggia di Tommaso Maestrelli che lo volle anche alla Lazio, con la quale vinse lo scudetto ’73-’74 contro ogni pronostico. Proprio di Maestrelli, un mese prima, era stato ai funerali. Il mitico mister che aveva guidato la Lazio al titolo di campione d’Italia era morto per cancro al fegato e lui, Cecconetzer, non era venuto meno al suo dovere di partecipare alle esequie dell’allenatore.
Quando Luciano fu ucciso era il 18 gennaio del 1977, in via Francesco Saverio Nitti, una traversa di corso Francia. Re Cecconi viveva lì vicino, sulla Cassia. Era assieme a due amici, Giorgio Fraticcioli, un profumiere, e Pietro Ghedin, suo compagno di squadra che recentemente è stato assistente di Maldini, Zoff e Trapattoni. Quella del 1974 era una Lazio storica. Composta da giocatori che hanno scritto pagine indelebili del calcio italiano come Wilson, Chinaglia, D’Amico e, appunto, Re Cecconi. Era uno dei volti più noti. Tuttavia, Bruno Tabocchini, il titolare della gioielleria, gli ha esploso un colpo in pieno petto. Sulla sua fine sono stati scritti diversi libri. Alcuni dei quali anche molto completi, che offrono al lettore una ricostruzione dei fatti accaduti quella sera.

Re Cecconi
Come dicevamo, tuttavia, noi di Storie Dimenticate siamo convinti che un modo per ricordare la figura di Re Cecconi, sia quello di risolvere il mistero del suo cognome.

Come dicevamo, tuttavia, noi di Storie Dimenticate siamo convinti che un modo per ricordare la figura di Re Cecconi, sia quello di risolvere il mistero del suo cognome. Per farlo bisogna andare indietro nel tempo fino a metà dell’ottocento e c’è qualcosa di regale nel viaggio nel tempo che stiamo per compiere. Infatti, dobbiamo tornare ai tempi del Risorgimento e alla Seconda Guerra di Indipendenza combattuta nel 1859. La Seconda Guerra di Indipendenza è uguale alla Prima, risalente al 1848. L’unica differenza, non da poco, riguarda i francesi. Cavour, infatti, era riuscito a ottenere l’appoggio dell’esercito e Napoleone III, assieme a Vittorio Emanuele II, era riuscito a conquistare Milano strappandola agli odiati austriaci. La Seconda Guerra di Indipendenza è stata caratterizzata da una novità che tutti gli storici conoscono: il treno. Infatti, quella del ’59, è stata per la prima volta una guerra di spazi. Le truppe si muovevano velocemente in tutta la pianura padana. In modo particolare quelle francesi, che utilizzavano il treno per spostarsi da una località all’altra e da una città all’altra in modo estremamente spedito, tale da sorprendere il nemico. La Storia, quella con la esse maiuscola, racconta che prima di entrare a Milano, il re Vittorio Emanuele II combattesse a Magenta. Dopo la battaglia che aprì le porte per il capoluogo lombardo, si fermò a Nerviano. Qui mangiò e dormì e secondo la leggenda ebbe anche modo di “conoscere” le bellezze locali, essendo il re uno che amava la bella vita.

Il Re Vittorio Emanuele II dopo la battaglia che aprì le porte per il capoluogo lombardo durante la Seconda Guerra di Indipendenza, si fermò a Nerviano. Qui mangiò e dormì e secondo la leggenda ebbe anche modo di “conoscere” le bellezze locali, essendo il re uno che amava la bella vita.

Ecco come Re Cecconi ha ricordato l’episodio in un’intervista rilasciata a un giornalista anni fa durante il suo soggiorno a Roma: “Quel Re davanti al mio cognome, è un regalo del re. Vittorio Emanuele II passò per Busto Arsizio e per Nerviano e gradì la buona cucina e l’accoglienza ricevuta. Allora volle beneficiare la gente delle nostre campagne lombarde con un dono simbolico ma indelebile. Così, i Cecconi diventarono pomposamente Re Cecconi, i David Re David, in base al riconoscimento stampato. Il regalo di Vittorio Emanuele II, trasmesso di generazione in generazione, l’ho accolto con orgoglio. È una ricchezza che il mondo non potrà mai portarmi via. Ho il cognome ornato. E suona bene”. Quindi, se lo è tenuto. O meglio, i suoi avi hanno tenuto quel Re che dava un non so che di regale all’intero cognome. Lui poi ha dato seguito alla tradizione, finita però con un colpo di pistola esploso nei primi giorni di gennaio di metà anni settanta.
Tuttavia secondo noi il modo migliore per ricordare la memoria di Luciano Re Cecconi, e per fare una visita a Nerviano, il suo paese natale situato nella zona a Nord Ovest di Milano, è quella di raccontare l’origine del suo cognome.

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