LO SVINCOLO LINATE-FORLANINI

Le città, piccole o grandi che siano, sono sempre luoghi ricchi di misteri. E Milano, ovviamente, non fa eccezione. Basta pensare alla cronaca nera, ai tanti omicidi irrisolti diventati nel tempo dei veri propri cold case, oppure alle persone scomparse e mai più ritrovate. Al pari di molte altre città come Roma o come Napoli, a Milano poi non mancano nemmeno i misteri politici: trattative segrete per far saltare un sindaco o un consigliere, incontri furtivi per far approvare l’ennesima lottizzazione o riunioni clandestine per far approvare il più velocemente possibile una certa autorizzazione.
Milano, tuttavia, è una delle poche città al mondo, anzi, per un certo periodo è stata l’unica, a vantare un mistero viabilistico: lo svincolo Linate-Forlanini lungo la tangenziale Est, uno svincolo che a differenza di tutti gli altri svincoli del mondo non era piazzato sulla destra, ma sulla sinistra.

Svincolo Linate Forlanini
Milano è stata una delle poche città al mondo a vantare un mistero viabilistico: lo svincolo Linate-Forlanini lungo la tangenziale Est, uno svincolo che a differenza di tutti gli altri svincoli del mondo non era piazzato sulla destra, ma sulla sinistra.

Chi ha fatto la patente prima del 2008, anno in cui l’anomalia venne corretta, molto probabilmente se ne ricorderà e, soprattutto, rammenterà il pericolo che quella rampa comportava. Per poter uscire era necessario farsi il segno della croce, premere sull’acceleratore e immettersi sulla corsia di sorpasso. Alle quattro di mattina la cosa poteva anche risultare semplice, ma durante l’ora di punta era una vera e propria roulette russa. Ecco, quello dello svincolo Linate-Forlanini è un vero e proprio mistero viabilistico che ha reso quel tratto di tangenziale così famoso e pericoloso da essere citato persino su Wikipedia e sul quale ancora oggi pende come una Spada di Damocle la domanda: ma perché lo hanno fatto così? Perché hanno progettato e realizzato uno svincolo così strano e pericoloso da essere costato centinaia di incidenti? Ai pendolari che ogni mattina si sorbono ore e ore di coda potrà sembrare strano, ma la tangenziale è a suo modo un luogo romantico. Non stiamo parlando delle fughe d’amore nei numerosi motel a pochi metri dagli svincoli, ma del fatto che quell’anello d’asfalto che circonda Milano è oramai entrato a far parte dell’immaginario collettivo.
Gianni Biondillo e Michele Monina, il primo apprezzato scrittore di gialli, il secondo, milanese d’adozione, da sempre appassionato di psico-geografia, hanno compiuto una specie di pellegrinaggio lungo le tangenziali di Milano e poi ci hanno scritto un libro che vale la pena leggere “Tangenziali, due viandanti ai bordi della città”.
Ma le tangenziali di Milano sono state anche un gettonatissimo set cinematografico per girare quegli inseguimenti indimenticabili fra le Alfette dei rapinatori e le Giulette verdi della polizia o per ambientare qualche sordido crimine nella periferia degradata della metropoli, che la presenza della tangenziale rendeva ancora più alienata e degradata. Giusto per fare qualche titolo: “Milano calibro 9”, “Il caso venere privata”, Storie di vita e malavita” e “Il giustiziere sfida la città”. Ovviamente ce ne sarebbero molti altri ancora di titoli da citare, ma per ragioni di spazio ci fermiamo qua. D’altro canto le due tangenziali vengono realizzate fra la fine degli anni Sessanta e l’inizio dei Settanta.

Svincolo Linate Forlanini tangenziale Milano
Il borgo rurale di Monlué, formato da una chiesa e una cascina agricola, è una delle chiavi per spiegare il mistero della svincolo Linate-Forlanini.

Per la verità i quotidiani di Milano come il Corriere della Sera parlarono per la prima volta di Tangenziale già nel 1949, l’anno in cui venne approvato il nuovo piano regolatore della città che sostitutiva quello adottato in piena epoca fascista. È però a partire dagli anni Sessanta che si comincia a sentire la necessità di dirottare fuori città il traffico di chi proviene da Genova e da Bologna diretto verso Nord. Gli anni Sessanta d’altro canto è il periodo in cui Milano, e non solo lei, scopre il traffico. Le strade sono letteralmente invase da Fiat “500” e “600”, alle quali si mescolano molte “1100”, qualche Alfa Romeo “Giulietta” e qualche Lancia “Appia”, per quei tempi vetture destinate a una clientela benestante.
Qualcuno probabilmente ricorderà l’apparire agli angoli delle strade più caotiche di vigili dotati di sedia, banco scolastico e bloc notes col compito, appunto, di annotare il numero delle auto di passaggio. La prima delle due tangenziali a essere realizzata è la Ovest. Data dell’inaugurazione: 1968. Costo dell’opera: 19 miliardi di lire. A distanza di quattro segue la Est. Costo: 24 miliardi di lire. Tuttavia, se per la Ovest l’iter burocratico e il cantiere erano filati via abbastanza lisci, per quelli che sono i canoni delle opere pubbliche italiane, per la Est sorsero diverse complicazioni. Cominciamo col dire che il tracciato originario della Est doveva essere più esterno, rispetto all’attuale, più verso l’aeroporto, solo che un pochino più a Nord avrebbe finito per passare sopra alcuni terreni dove un tale Silvio Berlusconi stava progettando di costruire la sua città ideale: Milano Due. Il tragitto venne così spostato più verso la città, dove però gli spazi a disposizione erano decisamente meno e soprattutto il nuovo progetto dovette fare i conti col borgo rurale di Monlué, formato da una chiesa e una cascina agricola, fondato nel 1267 dagli Umiliati di Santa Maria in Brera, che ancora oggi rappresenta uno dei migliori esempi sopravvissuti di quel tipo di organizzazione.

Linate Forlanini
Nel 2008, dopo quasi 50 anni, lo svincolo sulla sinistra di Linate-Forlanini, teatro di numerosi incidenti, è stato spostato sulla destra.

C’era chi avrebbe voluto buttare giù tutto per aprire la strada al progresso. Invece, alla fine, vinsero quelle centinaia di residenti della zona che lottarono per mantenere in vita quella testimonianza di epoche e vite lontane. Fu una vittoria di Pirro, tuttavia. La tangenziale fu fatta letteralmente girare attorno alla chiesa, tagliando fuori il borgo e decretandone di fatto la fine. Visto che poi che la variante aveva provocato un allungamento dei tempi e un inevitabile aumento dei costi, si decise di non indugiare oltre e di realizzare un svincolo sulla sinistra, più veloce e meno problematico per gli spazi da utilizzare già ridotti all’osso. Ecco, la spiegazione del mistero dello svincolo Linate-Forlanini, un caso unico (o quasi) a livello italiano e forse anche europeo, è tutta qua. Per ricostruirla ci siamo dovuti affidare ai racconti dei residenti che in quegli anni si batterono per salvare la chiesa e contenere l’impatto della tangenziale. Di questa storia dimenticata non c’è traccia sui quotidiani dell’epoca e anche i funzionari della Milano-Serravalle, forse troppo giovani, non sanno.
Nel 2008, dopo quasi 50 anni, lo svincolo sulla sinistra di Linate-Forlanini, teatro di numerosi incidenti, è stato spostato sulla destra. L’imponenza e i costi dell’intervento spiegano, forse, la lunga attesa durante la quale la Tangenziale Est si è meritata la palma di strada maggiormente a rischio di tutto il paese, peggio della Salerno-Reggio Calabria, con una media di otto morti per chilometro.

Svincolo Linate Forlanini

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