GLI UFO A MILANO

Ufo a Milano

È la notte fra il 2 e il 3 gennaio del 1979. A Milano fa freddo, la colonnina di mercurio segna meno uno. Un vento gelido di Tramontana ha spazzato le nubi regalando ai pochi spettri in giro per le strade della città un cielo limpido. Le stelle sembrano lì, a portata di mano. Lorenzo Micciché, responsabile della centrale operativa della Questura, ha appena finito di versarsi l’ennesima tazza di caffè dal thermos arancione preparatogli dalla moglie. Mancano pochi minuti alla fine del turno, quando, forse sopraffatto dalla stanchezza, si lascia scappare quella frase che nessuno dovrebbe mai pronunciare sul luogo di lavoro: “Tutto sommato – dice rivolgendosi al collega – è stata una serata tranquilla”.

Il collega lo guarda incredulo, non fa nemmeno in tempo a portarsi la mano fra le gambe che il telefono inizia a squillare. Dall’altro capo del filo, una donna dall’inconfondibile accento calabrese, annuncia con un tono concitato di avere visto una sfera luminosa sfrecciare ad alta velocità nel cielo in zona Sempione. Micciché riattacca scocciato, convinto che si tratti del solito matto in vena di scherzi. E invece, nei minuti successivi, il centralino di via Fatebenefratelli viene letteralmente investito da un fiume di telefonate. Tutte fatte da persone che dicono, anzi, urlano, di avere visto qualcosa di strano in cielo. Le chiamate arrivano da piazza Duomo, da piazza Miani, da via Maggi, da piazzale Loreto, da corso XXII Marzo e da Linate. Parlano di luci danzanti nel cielo di Milano e di sfere luminose che viaggiano a velocità inaudita. Il responsabile della centrale operativa Micciché e il suo collega sono basiti. Sono abituati ad avere a che fare con i criminali, anche con quelli della peggior specie, ma con gli Ufo no. Ogni tanto capitano delle segnalazioni, ma si tratta per lo più di casi isolati che in genere vengono archiviati alla voce “scherzi da avvinazzati”. Ma la notte fra il 2 e il 3 gennaio del 1979 è insolita. L’alto numero di telefonate, le versioni coincidenti dei testimoni e soprattutto il tono concitato delle voci lasciano intendere che qualcosa di diverso dal solito stia accadendo. Prima però di raccontare come finì la notte in cui i cieli di Milano furono invasi dagli Ufo, facciamo un salto indietro di qualche anno, fino al 1933.

Ufo Milano
Ufo a Milano. Ma forse è solo Venere (?)

Sfogliando le raccolte dei quotidiani e navigando in Internet si scopre che la Lombardia ha un feeling particolare con gli oggetti volanti non identificati. Negli anni sono state registrate segnalazioni di avvistamenti un po’ dappertutto. A Milano, ovviamente, ma anche in periferia e negli altri capoluoghi di Provincia come Bergamo, Brescia, Pavia e Cremona. Un feeling testimoniato e comprovato anche dalle numerose associazioni di esperti e appassionati nate sul territorio che si propongono di svolgere indagini sugli avvistamenti per accertarne la veridicità, oltre che di promuovere studi sul tema e di offrire al pubblico un’informazione corretta. Senza dubbio l’avvistamento più famoso, secondo alcuni addirittura il primo in Europa, risale al 13 giugno 1933, in pieno Ventennio. Più che un avvistamento, fu un vero e proprio ritrovamento, anche se, va detto, il condizionale è d’obbligo perché nonostante gli approfondimenti e i libri scritti su questo episodio, non c’è alcuna certezza che ciò che sarebbe accaduto quel giorno nelle campagne in provincia di Varese sia vero.

Era un tardo a afoso pomeriggio di inizio estate quando i contadini di Vergiate udirono un forte frastuono provenire dai campi al confine con Sesto Calende. Fu un boato terrificante, che aveva fatto impazzire tutti gli animali nelle stalle e che aveva sollevato dietro la cortina di alberi una colonna di fumo biancastro. In men che non si dica, sul posto piombò la milizia fascista e tutta la zona venne cinturata da un cordone di sicurezza. Fra le camicie nere si aggiravano con fare sospetto e la sigaretta a penzoloni fra le labbra anche losche figure in borghese, quasi sicuramente agenti dell’Ovra, il famigerato servizio segreto del Duce. Il rapporto che spedirono a Roma dopo avere fatto un sopralluogo, parlava di un apparecchio sbalorditivo, mai visto prima: “Trattasi di velivolo cilindrico, con una strozzatura poco prima del fondo e un oblò sulla fiancata da cui escono luci bianche e rosse” scrivevano gli 007 in orbace, aggiungendo:  “… in loco sono stati rivenuti anche due corpi alti più di un metro e ottanta dai capelli chiari e gli occhi azzurri”.

Ufo Milano
“In loco sono stati rivenuti anche due corpi alti più di un metro e ottanta dai capelli chiari e gli occhi azzurri”.

Tutto molto insolito. Secondo alcune fonti pare che fu proprio in quel momento che Mussolini decise di allearsi con Hitler: i cadaveri dei piloti lasciava supporre fossero tedeschi e la tecnologia mai vista prima dell’aeromobile lasciava intuire che un paese così avanti nella ricerca scientifica non avrebbe mai e poi mai potuto perdere la guerra. Comunque sia, subito dopo il rapporto fu secretato. Un dispaccio dell’agenzia Stefani di carattere “riservatissimo” sembrerebbe confermare tutta la vicenda e l’analisi del caso venne affidata al famoso Gabinetto RS/33, dove RS starebbe per ricerche speciali, di cui avrebbe fatto parte anche Guglielmo Marconi. Quanto ai resti, furono trasportati in un capannone della Siai Marchetti di Vergiate, la famosa azienda produttrice di aerei, e lì rimasero fino alla fine della guerra, quando tutto il materiale venne requisito dagli americani che lo portarono nei sotterranei dell’Area 51, nel deserto del Nevada. Non sappiamo dire se la storia sia vera o no. Non sappiamo nemmeno dire se gli ufo esistano veramente. Come abbiamo già avuto modo di dire per altre situazioni analoghe, se qualcuno vuole crederci, è libero di farlo, mentre se qualche altro ritiene che si tratti di un mucchio di fandonie, a noi va bene lo stesso.

Ciò che ci piace raccontare è invece il caso di psicosi collettiva che Milano e hinterland vissero quella fredda notte di gennaio di quarant’anni fa. Il numero di telefonate relative ad avvistamenti alieni fu infatti così alto che in Questura decisero di inviare sul posto alcune volanti della squadra mobile e uomini della scientifica per eventuali rilevamenti. Nessuno ne troverà mai traccia ufficiale, ma c’è da credere che quella notte uscirono a vedere cosa stava succedendo anche un paio di agenti in borghese, di quelli che lavoravano direttamente alle dipendenze dell’Ufficio Affari Riservati del ministero degli Interni: non sarà certo un caso se i quotidiani del giorno dopo parlarono di un “interessantissimo” fascicolo aperto subito dopo la ricognizione.

Ufo Milano
I capannoni della Siai Marchetti di Vergiate.

Molto probabilmente i globi luminosi visti dai cittadini non erano navicelle extraterrestri. O forse sì. Per avere qualche risposta bisognerebbe avere fra le mani il file aperto dalla questura di Milano. Tuttavia, gli unici elementi che possiamo offrivi per provare a spiegare ciò che accadde quella notte hanno a che fare col mondo del cinema e della televisione. Leggendo le pagine degli spettacoli dei quotidiani dell’epoca abbiamo infatti scoperto che la Rai aveva appena finito di mandare in onda la serie tv Spazio 1999 e da mesi in cima alle classifiche dei film più visti di Milano e di tutta la regione c’era “Guerre Stellari”, assieme ad altri titoli tipo “L’uomo che cadde sulla terra” e “1975: occhi bianchi sulla terra”, mentre alcune sale, vista l’improvvisa passione dei milanesi per dischi volanti ed esseri alieni, decisero di specializzare le loro proiezioni nel genere fantascientifico. Il cinema Argentina fu uno dei primi a esporre nell’atrio d’ingresso modellini di Guerre di Stellari acquistati a New York dal titolare.

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1 Comment

  • “In un campo di grano non può crescere solo una spiga”, e l’universo infinito dove ogni galassia contiene 200 miliardi di stelle (ovvero un sole con dei pianeti che girano intorno ad esso), e considerando che di galassie scoperte oggi nel 2019, queste superano oltre i 200 miliardi; i numeri sono altissimi se li moltiplichiamo. Numerosissimi mondi lontani anche fino a 12 miliardi di anni luce da noi. Matematicamente le probabilità di esistenza di altre forme di vita nell’universo, Vegetali – Animali terrestri e marini – Razze intelligenti evolute o non, sicuramente qualcosa nell’abisso profondo sicuramente esisterà.
    Non dimentichiamo che la nostra cara terra è stata regnata per 180 milioni di anni dai dinosauri, forma di vita estinta, per poi dare spazio all’Homo Sapiens.
    L’universo ne ha tempo “per lavorare”.
    Sul nostro pianeta terra in molti lo sanno: son stati rinvenuti grafici risalenti a 3000 anni dove sulle rocce son scolpite, disegni di astronavi e scritte sottoraffiguranti che tutt’ora i grandi esperti continuano nella ricerca del significato di messaggi assai remoti.
    Io credo che i governi e le superpotenze tacciono in parte sull’esistenza di contatti diretti con civiltà aliene.
    Si parla spesso di AREA 51 (segretissima base USA), dove si suppone che al suo interno vi siano addirittura corpi alieni deceduti, (caso Roswell).
    Se un segreto militare è un assoluto TOP SECRET, di AREA 51 non avremmo mai neanche conosciuto il suo nome, figuriamoci la geolocalizzazione, il silenzio da parte degli organi militari,deduco che sia giustificato che l’umanità non è ancora pronta per una conferma palese nel conoscere ufficialmente l’esistenza di altre civiltà provenienti dall’universo e che ci hanno fatto visita, e talvolta si rimanifestano ad oggi in svariati luoghi del globo; sorgerebbero nell’umanità intera troppe paure, troppi timori,troppe domande senza risposta: nei nostri confronti sono pacifici o guerrieri? E se pur pacifici, potrebbe inculcarsi il timore del diffondersi di virus extraterrestri a noi letali.
    Insomma le grandi potenze ci stanno preparando lentamente a quel che in futuro sarà la rivelazione ufficiale. Ci dicono mezza bugia e mezza verità, proprio al fine di dosare lentamente il messaggio con estrema cautela.

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