LA VILLA DEGLI AMANTI DI LOMELLO

Villa degli Amanti Maledetti

Un moglie fedifraga trovata a letto con lo stalliere, un marito impazzito di gelosia e un brutale omicidio-suicidio consumato a colpi di fucile. La leggenda della Villa degli amanti maledetti di Lomello, in Provincia di Pavia, è una delle più cliccate del web. La sua notorietà può essere paragonata a quella di un altra tenuta sovente al centro di storiacce di spettri e fantasmi, vale a dire Villa di De Vecchi di Cortenova, in Valsassina, meglio nota nel mondo dell’occultismo mondiale come “La Casa Rossa”.

Secondo la leggenda, a Villa De Vecchi la maledizione iniziò dopo che il proprietario della tenuta trovò la moglie assassinata e la figlia scomparsa. A Lomello, invece, la storia racconta che un brutto giorno di fine estate del 1912 il proprietario di questa tenuta eretta in mezzo ai campi di riso tornò da una battuta di caccia. Ad attenderlo, sulla porta d’ingresso, avrebbe dovuto esserci la bella e giovane moglie sposata pochi mesi prima. Invece no, la sposina era all’ultimo piano della torretta della villa in compagnia di un giovane stalliere. Il proprietario lavò nel sangue il tradimento con due colpi di fucile, più un terzo per se stesso. Online la leggenda è cliccatissima. Basta inserire poche parole in un qualsiasi motore di ricerca per vedere sputare sul monitor foto, video e forum. Ciascuno dice la sua, ciascuno ha la sua versione e ovviamente ognuna ha ben poco di vero.

Villa Cerri Lomello
La leggenda della Villa degli amanti maledetti di Lomello affascina e attira persino curiosi dall’estero.

La leggenda della Villa di Lomello affascina e attira persino curiosi dall’estero: soprattutto d’estate, in periodo di vacanze, capita sovente di vedere ferme sul prato della tenuta auto o moto con targhe straniere alla ricerca di un selfie col brivido. A mettere un po’ di ordine in questa selva di dicerie è stato un investigatore d’eccezione, che ho avuto la fortuna di conoscere mentre conducevo l’inchiesta sulla Villa. Si tratta di Gian Franco Magenta, 82 anni, originario di Lomello, autore assieme alla moglie Tina di alcuni libri di storia locale. Gian Franco e la moglie hanno ricostruito la storia della Villa con una indagine a ritroso nel tempo, arrivando a un colpo di scena finale che ha dissolto in un attimo leggende e maledizioni. Il punto di partenza dell’indagine è stata ovviamente la villa. Si trova lungo la provinciale 193 bis, vicino a cascina Boragna. È abbandonata da oltre 30 anni, ma la proprietà, acquisita negli anni Settanta dal re del riso, Francesco Sempio, si è data da fare per limitarne il degrado e le incursioni di spiritisti, predatori e semplici curiosi. La tenuta non è in buone condizioni, il passare degli anni si sente, ma a differenza di Villa De Vecchi, dove invece le incursioni di fanatici di croci capovolte, graffitari e tossici si sono moltiplicate negli anni, non cade a pezzi. Il tetto è stato rifatto da poco e gli infissi, le serrande e i vetri sono quasi tutti integri, in modo particolare la grande vetrata della torretta.

Un dettaglio non secondario dal momento che i siti internet raccontano di decine automobilisti pronti a giurare di avere visto in occasione dell’anniversario del massacro dei bagliori provenire proprio da lì: dopo l’omicidio-suicidio del 1912, infatti, la villa sarebbe stata stata infestata da fantasmi così cattivi da far scappare a gambe levate tutti i proprietari. L’ultimo, risalirebbe agli anni Cinquanta, ma le energie negative e i lamenti terrificanti lo avrebbero spinto al suicidio assieme alla moglie, mentre il figlio si sarebbe impiccato. Per dissolvere in un attimo qualsiasi voce, a Magenta è bastata tuttavia una cartolina, una vecchia cartolina ingiallita che lo studioso ha conservato nel suo archivio personale. La foto è datata 1931, ritrae in maniera nitida Villa Lomello molto probabilmente pochi giorni dopo la sua inaugurazione e, in piedi fermo avanti all’ingresso, si vede un uomo. Si tratta di Pietro Cerri, il proprietario, che la fece costruire alla fine degli anni Venti e la ribattezzò, appunto, Villa Cerri. La cartolina fu spedita dalla Cerri al padre di Gian Franco Magenta e come appare evidente, c’è qualcosa che non torna nelle date. Insomma, se la Villa venne costruita nel 1931, non poteva certo esistere 1912, anno in cui viene fatto risale l’omicidio-suicidio che avrebbe dato avvio alla maledizione, e se il proprietario era vivo e vegeto davanti all’ingresso nel 1931, non poteva certo essersi suicidato nel 1912.

Villa degli Amanti Maledetti
La Villa degli Amanti Maledetti si trova a Lomello lungo la provinciale 193 bis, vicino a cascina Boragna.

I Cerri sono state una delle famiglie più in vista di tutta la Lomellina. Magenta ricorda che per un certo periodo, durate gli anni Sessanta, furono anche i proprietari della squadra di calcio locale. Il figlio, Alberto, però morì proprio in quel periodo in un incidente d’auto e la famiglia decise così di vendere villa e terreno. Oggi, la tenuta e i campi di riso attorno sono di Francesco Sempio, 71 anni, originario di Pavia, fondatore nel 1970 di Euricom, gruppo alimentare leader della produzione di riso al livello internazionale e controllore di Curtiriso, la nota azienda che ha sede proprio in Lomellina. Sempio iniziò la sua ascesa come imprenditore negli anni Settanta con una serie di acquisizioni, fra le quali compare anche la villa e i suoi possedimenti. A questo punto, chiarito che Villa Cerri non fu teatro di alcun fatto di sangue, rimane da capire come si sia potuta sviluppare la leggenda degli amanti maledetti. Tina, la moglie di Gian Franco, ha citato due vicende che potrebbero avere stimolato la fantasia degli appassionati di storie nere. La prima, ancora molto viva nei ricordi della gente del posto, è la storia del “Vecchio Mulino”. Una brutta vicenda che vide un’intera famiglia sterminata a colpi di coltello da un rapinatore, anche se alcuni dicono che ci fosse di mezzo una storia di corna. Alla fine, comunque, il colpevole venne preso e giustiziato nel fiume Agogna, una delle ultime esecuzioni capitali della Lomellina. La vicenda risale ai primi dell’800, quasi 100 anni prima della leggenda su Villa Cerri, ma forse, mescolata con un altra storia di tanti anni fa che parla di una tresca amorosa fra due ex dipendenti della tenuta, potrebbe essere stato il trampolino di lancio della leggenda.

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